Mag
24th

Giaveno 23 Maggio - Il leoni sotto la neve

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Ieri sera si è tenuta presso la Sala Giunta del Comune di Giaveno la conferenza "I Leoni sotto la neve" voluta dal Centro d’Informazione Buddista e che ha visto la partecipazione di Bruno Portigliatti (Centro d’Informazione Buddhista), Claudio Tecchio (Campagna di solidarietà con il popolo Tibetano) e Choepel Tamding (Tibet Culture House).

Personalmente ho trovato gli nterventi estremamente interessanti anche se ogni intervento ha avuto toni differenti.

Ho ricevuto una carica ed una spinta a proseguire in ciò che sto facendo ascoltando le parole di Tamding che ha più volte chiesto ai presenti un aiuto concreto, Fare qualcosa piccola o grande che possa essere per sostenere i patriotti Tibetani che continuano a combattere una lotta per la loro Libertà e per l’indipendenza del Grande Tibet.

Ho avuto modo di riflettere sulle parole del Prof. Portigliatti profondo conoscitore della causa tibetana, Presidente Onorario dell’Unione Buddhista d’Europa e presidente del Cento d’Informazione Buddhista, che ha cercato di raccontare la storia di questo meraviglioso paese, sospevo fra terra e cielo dalle alte vette innevate, sino ai giorni nostri.

Ho appreso molto dall’intervento di Claudio Tecchio, studioso della causa tibetana, forse l’ho trovato un po troppo politicizzato nei suoi discorsi, anche se totalmente condivisibili, ma troppo si è parlato del regime cinese e poco di ciò che bisogna fare affinchè il popolo tibetano ritorni padrone della propria terra, della propria religione e delle prorpie origni.

I prossimi appuntamenti sono:

  • Giovedi 29 Maggio presso l’istituto Pascal di Giaveno
  • Domenica 1 Giugno in Piazza Mautino per "Parole e Musica per il Tibet"
  • Sabato 7 Giugno a Cologno Monzese per la marcia della Fiaccola della Pace

A tutti

Tashi delek

Mag
19th

Il Dalai Lama invitato alle Olimpiadi?

fonte italia tibet

Taipei, 12 Maggio 2008

Un comunicato dell’agenzia AGI/REUTERS rende noto che la Cina sta pensando alla possibilità di invitare il Dalai Lama alle Olimpiadi di Pechino.
Lo ha riferito un deputato del Parlamento tibetano in esilio che sostiene di esser stato contattato due settimane fa da un alto
dirigente cinese che lo ha «sondato» sulla proposta.
«Sarebbe un grande cambiamento e sono certo che Sua Santità lo prenderebbe in considerazione», ha spiegato Khedroob
Thondup, deputato tibetano residente a Taiwan".
Ma dalla Germania, paese dove sta compiendo una visita di cinque giorni, nel corso di un’intervista alla televisione tedesca il Dalai Lama non ha confermato questa eventualità. Rispondendo alla domanda dei giornalisti ha così affermato. "Se la situazione in Tibet non cambia e rimane quella di adesso, è molto difficile che io possa andare a Pechino".
Per Pechino l’invito al Dalai Lama potrebbe essere un modo per allentare le
pressioni internazionali in vista dei Giochi.
Intanto è stato confermato che il leader spirituale tibetano sarà ricevuto il 23 maggio a Londra dal premier britannico Gordon
Brown, ma non a Downing Street bensì nella residenza dell’arcivescovo di Canterbury, a Lambeth.
Il governo cinese, da parte sua, ha fatto sapere che entro un mese ci dovrebbe essere una nuova tornata di colloqui con gli
emissari del Dalai Lama, dopo quelli svoltisi il 4 maggio a Shenzhen.

Il Dalai Lama si è detto molto rattristato per le vittime del terremoto che ha colpito la privincia cinese del Sichuan e ha offerto le proprie preghiere per coloro che hanno perduto la vita.
«Esprimiamo profonda solidarietà alle famiglie prostrate da questa immane
tragedia», ha dichiarato un portavoce del leader spirituale dei buddhisti tibetani, Thubten Samphel, parlando da Dharamsala,
la cittadina nel nord dell’India dove il premio Nobel per la Pace 1989 vive in esilio da quasi mezzo secolo.
«Nutriamo ammirazione per la rapida risposta delle autorità cinesi nel dispiegare così in fretta squadre di soccorso allo
scopo di strappare i superstiti alle macerie», ha aggiunto. Un anonimo esponente del governo esiliato a sua volta ha riferito
che il Dalai Lama invierà un messaggio di cordoglio al presidente cinese Hu Jintao".

Mag
19th

The Sad Smoky Mountains

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E’ l’11 Maggio 2008, il giorno dell’arrivo della torcia Olimpica sull’Everest (o presunto tale, data la propaganda del regime di Pechino).

L’iniziativa di Alberto Peruffo prende il via.

Sulle cime di molte montagne italiane e di tutto il resto del mondo vengono accesi i fumogeni rossi ad espressione del dissenso per i sopprusi e le ipocrisie che il glorioso popolo Tibetano sta conintuando a subire.

La prossima accensione è prevista per l’8 Agosto 2008 giorno dell’apertura dei giochi olimpici a Pechino.

Le foto delle accensione le trovate qui

Mag
19th

Ora il Tibet non è più così lontano

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fonte Giotibet.com


Ora il Tibet non è più così lontano

di Tenzin Tsundue

(traduzione di Vicky Sevegnani)

 

 

 

 

Quella mattina presto, prima del sorgere del sole, quando ho impacchettato il mio sacco a pelo per intraprendere questo lungo viaggio, ho deposto una sciarpa bianca (khatak) sull’altare di Sua Santità e mi sono detto: ho deciso, qualsiasi cosa succeda andrò avanti. Camminando per quasi settanta giorni - un gruppo di trecento persone che a piedi hanno percorso oltre novecento chilometri attraverso l’Himachal, il Punjab, l’Haryana, Delhi e l’Uttar Pradesh - abbiamo raggiunto ieri la città di Almora, tra le montagne del Kumaon, nello stato dell’Uttarakand, nell’India del nord. Da qui il Tibet non è molto lontano.

 

La Marcia verso il Tibet è iniziata a Dharamsala il 10 marzo. Lo stesso giorno, in tutto il mondo, ci sono state sollevazioni simili organizzate dai tibetani e dai loro sostenitori, perfino in Tibet, una vera insurrezione generale. Alla partenza eravamo un gruppo di cento marciatori ma, lungo la strada, molti altri si sono uniti a noi. Domani, quando lasceremo Almora per le vallate d’alta montagna, in direzione del Tibet, saremo in trecento. Con noi anche otto sostenitori stranieri, provenienti da diversi paesi. Qualcuno ci accompagna fin dalla partenza.

 

Lungo tutto il percorso, gli indiani ci hanno accolto con calore, hanno tenuto alto il nostro morale e in alcune località ci hanno offerto acqua e un riparo. Per lo più abbiamo passato le notti negli Ashram, nei Gurudwara o nelle scuole, talvolta anche sul terreno ai margini della strada e le autorità municipali ci hanno portato cisterne d’acqua caricate su trattori. Per loro cultura gli indiani hanno l’abitudine di compiere lunghi viaggi di pellegrinaggio attraverso il paese e l’ospitalità è quindi un’usanza naturale. Lungo tutta la strada, la polizia, in jeep o motocicletta, ci ha fornito una scorta che cambiava ad ogni passaggio da un distretto all’altro.

 

Penso sappiate che il 13 marzo, nel Distretto di Kangra, cento di noi sono stati arrestati dalla polizia e detenuti per quattordici giorni. Tre giorni dopo ha preso l’avvio la seconda fase della Marcia che ne ha portato avanti lo spirito. Dopo il nostro rilascio ci siamo nuovamente uniti al gruppo nonostante pendesse su di noi un mandato di comparizione: alla fine dello scorso mese, Choeying, Lobsang Yeshi e il sottoscritto abbiamo dovuto comparire davanti al tribunale di Dhera e dovremo nuovamente farlo in giugno.

 

Ho appreso che qualcuno, sulla base di notizie riportate dai giornali, ha creduto che la Marcia fosse stata cancellata. Io stesso sono stato contattato telefonicamente, ma mi sono affrettato a dissipare ogni dubbio. Prevedendo, in prossimità del confine, un inevitabile scontro, Sua Santità ha consigliato agli organizzatori di non proseguire la Marcia. Ma il sacrificio della nostra gente, la loro sollevazione coraggiosa e non violenta e il perdurare della repressione cinese, hanno dato nuovo slancio al nostro impegno. Non potevamo fermarci. Così, dopo un momentaneo periodo di sosta, il 19 aprile, da Delhi, abbiamo ripreso la Marcia verso il Tibet.

 

Il viaggio da Delhi attraverso l’Uttar Pradesh è stato difficile: faceva molto caldo e la strada era asciutta e polverosa. Sulla carrozzabile abbiamo rischiato di essere travolti da camion e autobus che a volte sfrecciavano vicini alle nostre orecchie e a volte si fermavano per afferrare i volantini che tendevamo loro. Abbiamo camminato uno dopo l’altro in fila indiana, come le molte gambe di un millepiedi, un solo lungo corpo. Quando la testa del gruppo raggiungeva la curva successiva, la coda stava ancora arrancando dietro la precedente.

 

I marciatori si svegliano alle quattro del mattino e dopo aver impacchettato sacchi a pelo, tende e materassini fanno colazione. Alle cinque partiamo. Di solito camminiamo per 6 - 7 ore al giorno coprendo una distanza di circa 20 – 25 chilometri. Gli addetti alla logistica e alla cucina ci precedono su mezzi motorizzati e allestiscono il campo. In alcune località l’acqua è un lusso. Ci laviamo ai lati della strada, sotto getti d’acqua che sgorgano da pompe azionate a mano; talvolta centinaia di monaci si lavano insieme nei campi di grano. È davvero una grande esperienza soddisfare le funzioni naturali in aperta campagna, sotto la luna, con una brocca d’acqua a fianco.

 

La maggior parte dei marciatori sono monaci buddisti appartenenti alle tre grandi università monastiche dell’India del sud. Ci sono alcuni anziani, fuggiti dal Tibet con il Dalai Lama nel 1959. Il più vecchio ha settantotto anni. I più giovani sono due ragazzi diciassettenni, nati e cresciuti in India, che non hanno mai visto il Tibet. Ci sono alcune giovani madri che hanno lasciato ai mariti il compito di occuparsi della famiglia. Il gruppo addetto alle comunicazioni cerca di mantenere il contatto con il resto del mondo e di organizzare incontri con i media locali. Nelle riunioni serali, dopo la preghiera giornaliera, l’addetto stampa ci comunica le ultime notizie. Spesso i marciatori applaudono le azioni a sostegno del Tibet compiute in India e all’estero: le proteste contro la fiaccola olimpica a Londra, Parigi, S. Francisco, Canberra e Tokio sono state particolarmente apprezzate come pure le manifestazioni in corso a Kathmandu, brutalmente represse dalla polizia.

 

Stiamo per iniziare l’ultimo tratto della Marcia. Da Almora alla frontiera ci sono appena 200 chilometri e non appena saliremo più in alto, nell’Himalaya, farà più freddo. So che non è facile fare ritorno in una patria ancora sotto occupazione. I soldati cinesi presidieranno la frontiera con i fucili e anche la polizia indiana troverà una scusa per fermarci. Il confronto è inevitabile ma non ci fermiamo. Forse saremo costretti ad accamparci per lungo tempo nei pressi della frontiera, forse dovremo chiedere il sostegno e la partecipazione della comunità internazionale. Marciamo verso l’incertezza.

 

Per noi la Marcia verso il Tibet è una via per tornare alla madrepatria e riaffermare il nostro diritto di essere liberi nella terra natia. Qualsiasi cosa succeda, il nostro impegno alla non violenza è totale, non faremo ritorsioni. Forse saremo picchiati, imprigionati, magari anche uccisi, ma non molleremo. Non ho altro progetto nella vita che questa Marcia. Per noi tutti è l’impegno della nostra vita.

 

Per leggere gli aggiornamenti giornalieri, le storie personali dei Marciatori e vedere le fotografie vi chiediamo di consultare il sito: www.TibetanUprising.org

 

Alcuni sostenitori non tibetani ci hanno accompagnato per un paio di giorni o più a lungo, altri sono con noi fin dall’inizio. Se desiderate raggiungerci contattate per favore i nostri coordinatori:

Sherab Woeser: sherabwoeser@yahoo.com

Cell.: 0091.9418394426

Lobsang Yeshi:

Cell.: 0091.9410936742/9756969141

 

Se siete lontani e non potete raggiungerci, passate parola. Ci sarebbe di grande utilità ricevere in dono sacchi a pelo, scarpe e materassini. Un contributo finanziario ci aiuterebbe ad approvvigionarci di cibo e acqua per andare avanti. Confido sul contributo al movimento da parte di ogni tibetano.

 

Bod Gyalo! (Vittoria al Tibet)

 

Mag
15th

SOS Myanmar (Birmania)

Ho ricevuto questa Newsletter da Medici Senza frontiere. La pubblico qui in quanto credo che anche in questo caso sia nostro dovere fare qualcosa.

Fabio

Medici Senza Frontiere dona on line


 

SOS MYANMAR (Birmania)

 

 Appello straordinario

 

di raccolta fondi

Per continuare a portare soccorso alla popolazione birmana colpita dal ciclone, abbiamo bisogno del tuo aiuto. Fai subito una donazione inserendo in causale: Myanmar/Birmania

Il 2 maggio il ciclone Nagir ha devastato il Myanmar (Birmania), provocando la morte di decine di migliaia di persone. Le equipe di Medici Senza Frontiere presenti nel paese hanno subito iniziato a rispondere ai bisogni della popolazione a Yangoon e nelle zone circostanti, distribuendo cibo e teli di plastica e avviando interventi per la potabilizzazione dell’acqua.

SOS Myanmar

AGGIORNAMENTO SULLE ATTIVITÀ

  • Quattro aerei cargo di MSF, carichi di materiale di soccorso, sono giunti negli ultimi giorni a Yangoon. In totale finora sono 140 le tonnellate di materiale trasportate in Myanmar da MSF. Un altro aereo partirà venerdì da Giacarta.
  • Sono oltre 250 gli operatori di MSF al lavoro nel delta dell’Irrawaddy, e altri stanno sopraggiungendo nonostante gli ostacoli posti dalle autorità.
  • A Twantey, Pathein (Bassein), Haigy, Laputta e Pyapong 22 equipe curano i feriti, effettuano visite mediche, distribuiscono cibo, teli di plastica e altri generi di soccorso, potabilizzano l’acqua e allestiscono servizi igienico sanitari nei luoghi dove la popolazione ha cercato rifugio.

Per saperne di più, leggi gli approfondimenti >>

Per finanziare l’emergenza in Myanmar abbiamo

bisogno di più di 8 milioni di euro.

Aiutaci >>

 


Per informazioni: Medici Senza Frontiere - Via Volturno, 58 - 00185 Roma
Tel. 06 4486921 - Fax 06 44869220 - Email: msf@msf.it
Sede di Milano: Largo Settimio Severo, 4 - 20144 Milano
Tel: 02.43912796 - Fax: 02.43916953 - E-mail: msf.milano@msf.it
Conto corrente postale 000087486007

 

Mag
14th

Cosa succede nel mondo???

Fonte (birmania democratica)

Birmania

Il Ciclone Nargis

Decine di migliaia di morti, centinaia di migliaia di senza tetto in tutta la regione del Delta dell’Irrawaddy, che conta oltre 24 milioni di abitanti. Rangoon la ex capitale birmana è la città più devastata dal ciclone di straordinaria violenza che ha colpito la Birmania del sud il 2 e il 3 maggio scorso.  decine di villaggi lungo il delta sono stati spazzati via completamente.  manca cibo, acqua,   pasticche per purificare l’acqua, reti antizanzare, carburante, medicinali, teli di plastica per coprire i tetti scoperchiati, attrezzi per cucinare. manca tutta la prima assistenza in un paese con oltre 500.000 militari che sembrano essersi dileguati nel nulla. il governo ha chiesto alle agenzie dell’ONU e alle diplomazie aiuti che potranno essere gestiti unicamente sul piano bilaterale e direttamente solo attraverso la giunta militare e le sue organizzazioni.
anche in Tailandia 5 distretti della provincia di Tak  sono stati colpiti dalle inondazioni e oltre 1.000 persone sono senza tetto.  sacrssime sono le informazioni sulle misure di emergenza messe in atto dalla giunta militare.
la giunta ha annunciato che il referendum sulla bozza di costituzione verrà spostato al 24 maggio solo nella regione colpita dal ciclone, mentre in tutto il paese verrà mantenuta la data del 10 maggio.

Il Governo Birmano ignora la catastrofe

La Campagna Birmania UK ha condannato il regime militare per aver speso solo 5 milioni di $ in aiuti per le popolazioni colpitite dal ciclone nonostante gli elevatissimi introiti derivanti dalla esportazione di gas da cui ricava oltre 2.7 miliardi di $ l’anno.  i dati sono stati resi noti in un documento dell’ONU  a seguito di un incontro con i funzionari del regime  tenutosi il 5 maggio scorso.
” il regime non solo blocca gli aiuti umanitari internazionali ma non mobilita neanche le proprie risorse. ” ha dichairato Mark Farmaner di Burma campagn UK. ” quando sta spendendo per l’emergenza è meno dei soldi spesi per il matrimonio della figlia di Than Shwe, il dittatore birmano.

Mag
13th

Preghiera per il benessere del Tibet

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Fonti di Rifugio senza errore, Tre Gioielli e Tre Radici;
Specialmente Avalokita, Protettore della Terra delle Nevi;
Nobile donna Tara; Guru Padmakara:
io prego a voi! Considerate i vostri impegni e le vostre promesse.
Concedetemi le vostre benedizioni che le mie aspirazioni possano essere realizzate.

Attraverso i pensieri e le azioni sbagliate degli esseri di questa era degenerata,
e il tumulto degli elementi interiori ed esteriori,
compaiono nuove malattie umane e animali.
Siamo colpiti da pianeti, naga, gyalpo, bhuta cattivi;
avvizzimento, gelo, grandine, e poveri raccolti; guerra e lotta;
pioggie irregolari, bufere di neve, distruzione da parte di topi e ratti;
terremoti, fuoco, pericolo dai quattro elementi;
e, in particolare, invasioni che minacciano il Dharma.

Possano tutte queste cose che minacciano questa Terra delle Nevi,
essere velocemente pacificate e sradicate.
Possano tutti gli esseri, umani e non umani,
generare naturalmente la preziosa Bodhicitta
ed essere liberi da malevolenti pensieri e azioni.
Possano essi amarsi a vicenda.
Possa tutto il Tibet essere pieno di gioia, benessere e ricchezza.
Possa il BuddhaDharma diffondersi, fiorire e rimanere a lungo.

Attraverso il potere della Verità delle Tre Radici, Buddha e Bodhisattva,
il potere di tutte le radici di virtù del samsara e nirvana,
e il potere della nostra pura benevolenza,
possa ciò di cui noi abbiamo pregato e auspicato essere realizzato.

Il Signore Guru Jamyang Khyentse Wangpo mi disse, “A causa della grande incertezza del tempo presente, prego sei volte al giorno per il benessere del Tibet. E’ importante che tu faccia lo stesso”. In accordo con questo consiglio, ho scritto ciò per ricordarmi di farlo.

Questo è stato scritto da Jamgon Lodro Thaye di Tsadra Rinchen Drak nella mattina di un auspiciosa congiunzione durante la fase di cera del mese di Gyal. Yathasiddhiratsu

Mag
3rd

Concerto per il Tibet - Domenica 1 Giugno

Domenica 1 Giugno, a partire dalle ore 15 si svolgerà in Piazza Mautino a Giaveno un evento a favore del Popolo Tibetano.

La manifestazione, voluta fortemente dal sottoscritto è stata resa possibile con il prezioso aiuto dell’ NFC CAMMINA CAMMINA di Giaveno (un grazie di cuore a Cristina e Ivan) e patrocinata dal Comune di Giaveno.

Sotto è riportato il volantino con le principali informazioni, la scaletta dei gruppi che suoneranno in piazza potrebbe subire delle variazioni.

Durante tutto il periodo della manifestazione è prevista una raccolta fondi da destinare alle associazioni che si battono per il Tibet

Gli aggironamenti ed il programma completo della manifestazione lo troverete QUI

Apr
20th

Ripresa delle “trasmissioni”

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Rieccomi qui dopo un lungo periodo di assenza.

Ho deciso di ricominciare da dove ho lasciato, dal Tibet e da Sua Santità il XIV Dalai Lama, perchè l’argomento è uno di quelli che mi stanno veramente a cuore, quelli verso i quali non si possono chiudere gli occhi e voltare la testa dall’altra parte.

La “mia” Pace e la “mia” Libertà passano attraverso l’autonomia del Tibet dalla Cina imperialista, passano attraverso la libertà del suo glorioso popolo che sempre più ingiustamente vive la repressione del governo di Pechino.

Riprendo in maniera forte questo mio blog, continuando a gridare a gran voce FREE TIBET

TASHI DELEK

Nov
8th

A Sua Santità il Dalai Lama la cittadinanza onoraria

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Sua Santità Tenzin Gyatso il XIV Dalai LamaE’ notizia di oggi, riportata da “La Stampa”, il 16 Dicembre Sua Santità Tenzin Gyatso il XIV Dalai Lama sarà insignito della Cittadinanza Onoraria della Città di Torino.

In quella data Sua Santità sarà in visita in città per ricevere l’importante riconoscimento, su invito dell’Associazione Comuni, Provincie e Regioni per il Tibet.

L’associazione voluta da alcuni consiglieri provinciali e creata a Torino nel 2002 è molto attiva nelle attività a sostegno del popolo Tibetano, segno questo che la causa Tibetana non disinteressa tutta la schiera di personaggi politici che ci governano.

Il programma della giornata torinese del Dalai Lama, domenica 16 dicembre, è in via di definizione, ma si prevede che Sua Santità si incontri a Palazzo Lascaris con i rappresentanti dell’Associazione e delle istituzioni, ma anche con i cittadini in una manifestazione che si terrà all’Auditoriun Rai di Via Rossini.

Un nuovo appuntamento con Sua Santità, al quale non è possibile mancare. Un gesto per far sentire che tutto il popolo Italiano è sempre vicino al popolo Tibetano.

Speriamo interveniate in molti, la causa tibetana non può passare inosservata.